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duga - 28k posts

    Brother made her her own 🍔, and served her in her bowl.  She didnt know how to grab it.  #duga #pitbull #bluefawn

    Brother made her her own 🍔, and served her in her bowl. She didnt know how to grab it. #duga #pitbull #bluefawn

    9 1 17 August, 2019
    Attorno al radar Duga fu costruita una intera cittadina segreta, che comprendeva scuole, palestre, officine, un'autoscuola per mezzi pesanti, un cinema (che proiettava soprattutto film di propaganda) e, naturalmente, edifici residenziali.

Sbucando da uno di questi, un nostro compagno di tour ha detto "Ho trovato un tizio che dormiva". La nostra guida ci ha confermato che si trattava di uno "stalker". Qui Tarkovskij o gli Strugastskij non c'entrano. Gli stalker fanno parte della community dei giocatori online del videogame S.T.A.L.K.E.R. - Call of Pripyat, una specie di survival horror nel quale la città di Prip'jat' è riprodotta in gran dettaglio. 
Molti giocatori hanno deciso che valesse la pena compiere una missione "in real life": attraversare la zona di esclusione eludendo la sorveglianza (quindi a piedi e principalmente per fiumi e boschi), facendo tappa nelle varie cittadine fantasma per poi giungere a Prip'jat' e soggiornarvi qualche giorno. 
La presenza degli stalker è un fenomeno noto e, per così dire, tollerato nella zona, per quanto totalmente illegale. Ogni tanto uno stalker lascia qualche grivnia (la moneta locale) sui davanzali o sui tavoli degli edifici in caso di necessità per gli altri membri della community. 
#chernobyl #chernobyldiary #secretcity #duga #exclusionzone #stalker #pripjat #pripyat #radioactivity #nuclear #callofpripyat 
Foto di @nuk_agency

    Attorno al radar Duga fu costruita una intera cittadina segreta, che comprendeva scuole, palestre, officine, un'autoscuola per mezzi pesanti, un cinema (che proiettava soprattutto film di propaganda) e, naturalmente, edifici residenziali.

    Sbucando da uno di questi, un nostro compagno di tour ha detto "Ho trovato un tizio che dormiva". La nostra guida ci ha confermato che si trattava di uno "stalker". Qui Tarkovskij o gli Strugastskij non c'entrano. Gli stalker fanno parte della community dei giocatori online del videogame S.T.A.L.K.E.R. - Call of Pripyat, una specie di survival horror nel quale la città di Prip'jat' è riprodotta in gran dettaglio.
    Molti giocatori hanno deciso che valesse la pena compiere una missione "in real life": attraversare la zona di esclusione eludendo la sorveglianza (quindi a piedi e principalmente per fiumi e boschi), facendo tappa nelle varie cittadine fantasma per poi giungere a Prip'jat' e soggiornarvi qualche giorno.
    La presenza degli stalker è un fenomeno noto e, per così dire, tollerato nella zona, per quanto totalmente illegale. Ogni tanto uno stalker lascia qualche grivnia (la moneta locale) sui davanzali o sui tavoli degli edifici in caso di necessità per gli altri membri della community.
    #chernobyl #chernobyldiary #secretcity #duga #exclusionzone #stalker #pripjat #pripyat #radioactivity #nuclear #callofpripyat
    Foto di @nuk_agency

    177 13 16 August, 2019
    Ci troviamo nella "stanza dei bottoni" del radar Duga. Vi avevo detto che il radar era stato costruito per prevedere l'arrivo di uno o più missili balistici intercontinentali con un anticipo di mezz'ora. Ebbene, mezz'ora sarebbe stata sufficiente per neutralizzare un eventuale attacco massiccio? Certamente no. Però avrebbe dato ai sovietici l'opportunità di lanciare un controattacco altrettanto massiccio, obliterando una serie di obiettivi strategici. Insomma il radar faceva parte di quella scuola strategica detta "distruzione reciproca assicurata" che puntava a scoraggiare il nemico dal compiere un attacco per timore di una distruzione totale. 
Un congegno del genere però deve essere affidabile al 100%. Il Duga lo era? Ovviamente no. In sostanza funzionava così: un'antenna emittente posta a 60 km generava un segnale radio che, rimbalzando sulla ionosfera terrestre, faceva il giro del mondo e veniva poi captato dalle antenne riceventi. I missili balistici, nel loro viaggio verso l'URSS, bruciavano propellente e così facendo emettevano una scia di sostanze ionizzate che avrebbe disturbato queste onde lasciandovi una "firma" particolare, riconoscibile dal radar. 
Fin qui tutto bene, se non che gli ingegneri sovietici non avevano fatto i conti con le irregolarità e le discontinuità presenti nella ionosfera al di sopra delle regioni polari, dove le particelle cariche sono accelerate a formare, per esempio, le aurore. Un'eventuale flotta di missili diretta sopra i poli avrebbe avuto buone chance di non essere intercettata. Da qui la nostra decisione di decretare la sua sostanziale inutilità.

#dugaradar #duga1 #duga #radar #mutualassureddestruction #mad #sovietrussia #stanzadeibottoni #ukraine #chernobyl #chernobyldiary #exclusionzone #secretcity

Foto di @nuk_agency

    Ci troviamo nella "stanza dei bottoni" del radar Duga. Vi avevo detto che il radar era stato costruito per prevedere l'arrivo di uno o più missili balistici intercontinentali con un anticipo di mezz'ora. Ebbene, mezz'ora sarebbe stata sufficiente per neutralizzare un eventuale attacco massiccio? Certamente no. Però avrebbe dato ai sovietici l'opportunità di lanciare un controattacco altrettanto massiccio, obliterando una serie di obiettivi strategici. Insomma il radar faceva parte di quella scuola strategica detta "distruzione reciproca assicurata" che puntava a scoraggiare il nemico dal compiere un attacco per timore di una distruzione totale.
    Un congegno del genere però deve essere affidabile al 100%. Il Duga lo era? Ovviamente no. In sostanza funzionava così: un'antenna emittente posta a 60 km generava un segnale radio che, rimbalzando sulla ionosfera terrestre, faceva il giro del mondo e veniva poi captato dalle antenne riceventi. I missili balistici, nel loro viaggio verso l'URSS, bruciavano propellente e così facendo emettevano una scia di sostanze ionizzate che avrebbe disturbato queste onde lasciandovi una "firma" particolare, riconoscibile dal radar.
    Fin qui tutto bene, se non che gli ingegneri sovietici non avevano fatto i conti con le irregolarità e le discontinuità presenti nella ionosfera al di sopra delle regioni polari, dove le particelle cariche sono accelerate a formare, per esempio, le aurore. Un'eventuale flotta di missili diretta sopra i poli avrebbe avuto buone chance di non essere intercettata. Da qui la nostra decisione di decretare la sua sostanziale inutilità.

    #dugaradar #duga1 #duga #radar #mutualassureddestruction #mad #sovietrussia #stanzadeibottoni #ukraine #chernobyl #chernobyldiary #exclusionzone #secretcity

    Foto di @nuk_agency

    161 1 16 August, 2019
    As Geleias Duga são fabricadas cheias de sabor e com muito carinho, 100% naturais e sem conservantes.

O sabor da fruta direto para sua mesa!

#ConceitoNatural #Duga #Geleias

    As Geleias Duga são fabricadas cheias de sabor e com muito carinho, 100% naturais e sem conservantes.

    O sabor da fruta direto para sua mesa!

    #ConceitoNatural #Duga #Geleias

    5 0 16 August, 2019
    🌅❤️ #duga

    🌅❤️ #duga

    178 0 16 August, 2019
    Ultima tappa del primo giorno, l'antenna radar Duga, da noi ribattezzato "il radar più grande, costoso e inutile del mondo". E con i suoi 150 metri di altezza e 900 di lunghezza (e consumi di potenza fino a 10 megawatt), è davvero l'antenna più grande mai costruita dall'uomo. 
Con gli opportuni accorgimenti, questo radar poteva essere sentito in tutto il mondo, dal 1976 al 1989, gli anni in cui rimase operativo (quindi anche dopo l'incidente). Produceva una classica interferenza con le trasmissioni radio a 10 hertz (10 "tic" al secondo) che gli guadagnò il soprannome di "Picchio Russo". Dal momento che si trattava di un radar segreto, l'origine del segnale fu oggetto di speculazioni e teorie del complotto che andavano dalle comunicazioni aliene al controllo mentale sulla popolazione. 
In realtà il Duga faceva parte di un sistema di tre radar che avrebbero dovuto captare con un anticipo di 30 minuti un'eventuale offensiva missilistica lanciata verso l'URSS da tutto il pianeta. 
Le altre due antenne furono smantellate negli anni Novanta; per questa non si sa bene come fare. L'ideale sarebbe smontarla tramite elicotteri e seppellire i tralicci, ma tutti i fondi disponibili sono stati spesi per il nuovo sarcofago del reattore di Chernobyl'. È stato proposto di farli semplicemente schiantare a terra e poi seppellirli, ma l'impatto causerebbe il sollevamento di terriccio e polvere anche da strati più profondi del suolo, che sono ancora molto radioattivi. 
Si parla anche di una scossa tellurica che potrebbe raggiungere il reattore già in condizioni precarie, anche se interlocutori più esperti affermano che si tratta di un'ipotesi un po' tirata per i capelli.
Nei prossimi post spiegherò come funzionava e perché, tutto sommato, era inutile. 
#chernobyldiary #chernobyl #duga1 #dugaradar #secretcity #nucleardisaster #exclusionzone #duga #radar #antenna #sovietrussia #ukraine

Foto di @nuk_agency

    Ultima tappa del primo giorno, l'antenna radar Duga, da noi ribattezzato "il radar più grande, costoso e inutile del mondo". E con i suoi 150 metri di altezza e 900 di lunghezza (e consumi di potenza fino a 10 megawatt), è davvero l'antenna più grande mai costruita dall'uomo.
    Con gli opportuni accorgimenti, questo radar poteva essere sentito in tutto il mondo, dal 1976 al 1989, gli anni in cui rimase operativo (quindi anche dopo l'incidente). Produceva una classica interferenza con le trasmissioni radio a 10 hertz (10 "tic" al secondo) che gli guadagnò il soprannome di "Picchio Russo". Dal momento che si trattava di un radar segreto, l'origine del segnale fu oggetto di speculazioni e teorie del complotto che andavano dalle comunicazioni aliene al controllo mentale sulla popolazione.
    In realtà il Duga faceva parte di un sistema di tre radar che avrebbero dovuto captare con un anticipo di 30 minuti un'eventuale offensiva missilistica lanciata verso l'URSS da tutto il pianeta.
    Le altre due antenne furono smantellate negli anni Novanta; per questa non si sa bene come fare. L'ideale sarebbe smontarla tramite elicotteri e seppellire i tralicci, ma tutti i fondi disponibili sono stati spesi per il nuovo sarcofago del reattore di Chernobyl'. È stato proposto di farli semplicemente schiantare a terra e poi seppellirli, ma l'impatto causerebbe il sollevamento di terriccio e polvere anche da strati più profondi del suolo, che sono ancora molto radioattivi.
    Si parla anche di una scossa tellurica che potrebbe raggiungere il reattore già in condizioni precarie, anche se interlocutori più esperti affermano che si tratta di un'ipotesi un po' tirata per i capelli.
    Nei prossimi post spiegherò come funzionava e perché, tutto sommato, era inutile.
    #chernobyldiary #chernobyl #duga1 #dugaradar #secretcity #nucleardisaster #exclusionzone #duga #radar #antenna #sovietrussia #ukraine

    Foto di @nuk_agency

    266 6 16 August, 2019

Top #duga posts

    Duga was a Soviet over-the-horizon radar system used as part of the Soviet missile defense early-warning radar network. 
The system operated from July 1976 to December 1989. Two operational Duga radars were deployed, one near Chernobyl and Chernihiv in the Ukrainian SSR (present-day Ukraine), the other in eastern Siberia.
#hamradio #duga #chernobyl

    Duga was a Soviet over-the-horizon radar system used as part of the Soviet missile defense early-warning radar network.
    The system operated from July 1976 to December 1989. Two operational Duga radars were deployed, one near Chernobyl and Chernihiv in the Ukrainian SSR (present-day Ukraine), the other in eastern Siberia.
    #hamradio #duga #chernobyl

    546 19 22 February, 2019
    He's such a cutie I-- 😔😇🌍💘

    He's such a cutie I-- 😔😇🌍💘

    17,638 62 20 May, 2019
    Duga-3 🇺🇦

    Duga-3 🇺🇦

    872 19 10 July, 2019